Audit contratti fornitori
e direzione tecnica.
Siedo dalla parte dell’azienda per smontare i contratti-gabbia, verificare i preventivi dei fornitori e garantire che codice, database e storico restino un asset patrimoniale dell’impresa. Zero conflitti d’interesse: non vendo pacchetti di ore o canoni di manutenzione ricorrenti.
Cinque domande prima
di firmare un contratto.
Un professionista solido risponde volentieri a tutte e cinque. Se vedete uno dei segnali di blocco a destra, fermatevi prima di firmare.
1. Da cosa dipendiamo se domani il fornitore raddoppia i prezzi?
Architettura disaccoppiata con presa standard: si cambia modello o provider senza toccare i dati e i processi aziendali.
Nessun piano B; per cambiare strumento bisogna rifare tutto il lavoro da capo.
2. Di chi sono i dati, i flussi e la memoria accumulata?
100% proprietà dell’azienda su database ed esportazioni standard sempre accessibili.
Se disdite il canone mensile, perdete lo storico e le regole costruite nel tempo.
3. Chi progetta l’architettura e chi può metterci mano domani?
Un architetto esperto con codice pulito, documentato e manutenibile da qualsiasi sviluppatore senior.
Tutto dipende da una sola persona inesperta che genera codice al volo senza controllo strutturale.
4. Quanto costerà davvero a regime quando crescerà l’uso?
Tetti di spesa chiari, modelli piccoli e veloci per lo smistamento e nessun canone per-seat.
Il prezzo è chiaro solo per la prova di oggi, senza limiti sul consumo futuro o legato al numero di dipendenti.
5. Dove finiscono i dati riservati e come siamo coperti per legge?
Zero addestramento sui dati aziendali (GDPR), informativa chiara (Legge 132/2025) e formazione reale del personale (EU AI Act Art. 4).
Uso di account gratuiti o contratti opachi che permettono di usare i vostri documenti per addestrare modelli pubblici.
«Un inesperto con l’AI vi consegna un programma che funziona oggi, ma che vi blocca l’azienda domani. Ciò che oggi sembra una scorciatoia, tra un anno diventa una gabbia.»
Il metodo di affiancamento
in tre fasi.
L’obiettivo non è aprire un cantiere infinito, ma mettere ordine, chiudere i cicli aperti e restituire autonomia alla proprietà.
1. Fase 1: Diagnosi iniziale con clausola di stop garantita
Analizzo i contratti software in essere, guardo dentro i repository e il codice dei fornitori e individuo i colli di bottiglia manuali che vi costano ore e denaro. Vi consegno un piano di diagnosi e di proprietà dell’azienda: potete fermarvi lì, farlo eseguire al vostro team interno o chiedermi di guidarlo. Zero vincoli.
2. Arbitraggio Build vs Buy e software proprietario
Se basta la colla, sconsiglio il martello costoso. Se il vecchio gestionale è solido, ci costruisco sopra un ponte per recuperarlo senza buttare via gli investimenti passati. Scrivo capitolati tecnici precisi per i fornitori, guido i programmatori e pretendo che codice sorgente e database siano al 100% dell’azienda.
3. Leadership protettiva del team di sviluppo
Difendo il focus di chi programma: un solo task prioritario alla volta, nessun cambio di rotta a voce, zero urgenze passate senza coordinamento. Quando si toglie il rumore di fondo, il team accelera e le persone lavorano con serenità operativa.
Per chi lavoro
Affianco direttamente proprietari, CEO e direzioni generali di aziende che vivono di processi e cercano autonomia tecnologica.
Come funziona la Fase 1
Una diagnosi architetturale completa e indipendente prima di qualsiasi impegno a lungo termine, con clausola di stop garantita.